Che ne sai tu di un campo di grano?

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17 Commenti

Ah! Figuriamoci!

Tutti hanno visto un campo di grano, magari anche soltanto in fotografia!

Eccone uno ancora verde

 

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Ma se vi avvicinate e guardate attentamente vedrete che le spighe non sono quelle che conoscete, i chicchi non sono tutti allineati, ma formano dei grappoli

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Per non parlare dell’altezza delle piante…

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E questo è il signor Claudio Grossi…ora vi racconto tutto.

Verso i primi di Giugno, sento al telefono il signor Claudio che mi dice di affrettarmi se voglio vedere il grano, perchè manca poco e s’alletta.

S’all…che?
S’alletta, letteralmente va nel letto, si corica, come poi verrò a sapere, perchè le piante sono talmente alte che con la pioggia o con il vento vanno a terra.

Il grano in questione è il Grano del Miracolo (Triticum Compositum) e la storia ha inizio un bel po’ di anni fa, quando il signor Claudio trova nella soffitta della sua casa in una frazione di Lesignano Bagni un sacchetto contenente dei chicchi di cereali, che, senza pensarci su, butta nella letamaia.

Anche se di tempo ne era passato parecchio da quando il nonno li aveva conservati, i chicchi erano ancora vitali, germogliano ed arrivati a maturazione mostrano caratteristiche ben diverse dal normale frumento: lo stelo alto 2 m e la spiga ramificata.

Insieme al frumento c’erano anche dei chicchi d’orzo, una varietà a chicco grosso   e “svestito”, che verrà successivamente analizzato dal prof. Michele Stanca dell’Istituto Agrario di Fiorenzuola d’Arda e risulterà simile alla varietà Leonessa, selezionata negli anni ’20 dall’agronomo Nicola Strampelli ed utilizzata tostata, come surrogato del caffè durante il regime fascista.

A dirla breve, Federica Grassi ed io passiamo la mattinata tra le verdi colline del Parmense in compagnia del signor Claudio che, gentilissimo, ci mostra diversi campi e tutte le varietà che con una grande passione e dedizione sta coltivando e selezionando: il Virgilio, dalle foglie cerose, il Piantone con la spiga pelosa azzurrognola senza reste, il Poulard di Ciano che a maturazione presenta la spiga nera, il Timopheevi, fino all’Angelopoli Ovata che presenta solo 3 chicchi per spiga.

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Tutte varietà antiche con lo stelo molto alto, quindi con la tendenza ad allettarsi, rendendone più difficile la raccolta, e poco produttive, 6 -7 quintali per biolca (unità di misura utilizzata un tempo a Parma pari a circa 3.000 metri quadrati) contro i 15, 20, fino a 30 quintali dei grani comuni, motivo per cui sono state abbandonate dal dopoguerra, con il risultato che “abbiamo meno paglia e più grano, ma abbiamo perso i sapori”.

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Come potete leggere anche sull’articolo di Gambero Rosso nasce così dalla ricerca del signor Claudio il progetto di salvaguardia e promozione di queste antiche varietà di frumento che Molino Grassi nel suo laboratorio ha analizzato  ed utilizzato per fare prove di panificazione e che sta proponendo al consumatore finale attraverso i panifici con l’intento di diffondere i principi di salvaguardia e tutela dei prodotti del territorio.

Purtroppo sul web si trovano poche informazioni sui grani antichi, ma appena posso faccio un salto a Parma dal signor Claudio che, con grande disponibilità, mi metterà a disposizione tutto il materiale che ha raccolto…so che alcuni di voi sono molto interessati all’argomento; vero?

Ci sono 17 commenti su Che ne sai tu di un campo di grano?

  1. sandra
    3 Luglio 2013 alle 10:28 (7 anni fa)

    qui cara Valentina sfondi una porta aperta! io letteralemente “sbavo” dietro il grano e se sono antichi o rari o riscoperti sono ancora di più la mia passione.
    Sono lieta di ritrovarti qua, leggevo i tuoi post su Leinvita, mi piacevano.
    noi cercheremmo una collaborazione con un Mulino…. pensi di poter intercedere per noi con il TUO mulino e le tue PERSONE? sarebbe bellissimo
    casomai scrivimi….
    baci
    Sandra

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    • Valentina Venuti
      3 Luglio 2013 alle 12:04 (7 anni fa)

      Penso proprio di sì!!! vi ho già mandato una mail perchè mi sarebbe piaciuto ospitare la vostra iniziativa sul blog, rispondetemi e parlatemi dei vostri progetti che io intercedo ;)

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  2. coccolatime
    3 Luglio 2013 alle 10:39 (7 anni fa)

    Spettacolo….interessantissimo…e le foto sono stupende e rendono perfettamente l’idea del tutto!!! complimenti come al solito!!!

    Rispondi
  3. fra
    3 Luglio 2013 alle 10:53 (7 anni fa)

    La spiga di grano è veramente bella a vedersi, ma mi piacerebbe anche assaggiare i pani fatti con ogni tipo di grano, chissà che goduria deve essere.

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    • Valentina Venuti
      3 Luglio 2013 alle 12:06 (7 anni fa)

      suona come un messaggio subliminale eheheh, spero di vederti presto e…non verrò a mani vuote ;)

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  4. Morena
    3 Luglio 2013 alle 13:26 (7 anni fa)

    Caspita Valentina.. l’avessi saputo prima questa del MULINO!!!

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  5. patrizia
    11 Luglio 2013 alle 13:32 (7 anni fa)

    Sai Valentina qui da me a Rimini alcuni agricoltori stanno recuperando una varietà antica in produzione in tutta l’Emilia Romagna negli anni ’20 del Novecento. E’ la varietà di grano Gentil Rosso dalla spiga lunga e rossastra. Tu in che zona abiti? mi piacerebbe si ci potessimo incontrare per conoscerci sono sicura che sarebbe un bell’incontro il nostro. patrizia

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    • Valentina Venuti
      11 Luglio 2013 alle 14:12 (7 anni fa)

      sìììì! sarebbe bellissimo :) io abito in provincia di Genova, non è vicinissimo, ma si può fare…ho promesso alle mie bimbe di portarle a Rimini un paio di giorni, sono rimaste incantate dal vostro mare con l’acqua sempre bassa e la spiaggia piena di frammenti di conchiglie…non so ancora quando però verremo! altrimenti pensiamo davvero a qualcosa con il gruppo ;)

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  6. lucia
    21 Luglio 2013 alle 16:55 (7 anni fa)

    Ciao Valentina, che piacere scoprire il tuo blog e conoscerti!
    A presto

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  7. Lou
    11 Settembre 2013 alle 21:33 (7 anni fa)

    Son approdata qua dall’altro post, che dire, tutto meraviglioso, grazie grazie grazie
    Meraviglioso racconto e quante interessanti informazioni
    A presto :)
    Lou

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  8. Chiara
    7 Ottobre 2013 alle 9:47 (7 anni fa)

    Bè grano, mais, soya, orzo…, fanno un pò parte della mia vita lavorativa (intendo quella che svolgo tutti i giorni) visto che produciamo impianti di stoccaggio, mangimifici e selezione sementi per i cereali….però quando il campo lo vedi dal vivo è tutta un’altra storia e quando sai che ci sono Molini o stoccatori attenti a quello che producono, che lavorano e che fanno ricerca per migliorare (e non per rendere tutto frettoloso…pure la farina!) capisci che la qualità non è solo un termine astratto, usato per abbindolare il cliente poco saggio, ma è qualcosa di concreto che poi ti arriva in tavola. Evviva la tutela delle specie antiche. Bravo Signor Grassi! Grazie Vale per questo racconto! Chiara

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  9. lucia
    15 Maggio 2014 alle 16:58 (6 anni fa)

    Salve, ho appena fatto il pane con i grani antichi di Claudio Grossi, con il grano del miracolo Arso, con l’orzo e grano del miracolo normale…..
    Che bontà…..
    Presto sul mio blog le foto….
    Ciao da Ischia.
    Lucia

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    • Valentina Venuti
      16 Maggio 2014 alle 10:03 (6 anni fa)

      Non avevo dubbi ti piacesse! Ha un sapore antico :) Aspetto le tue foto, grazie Lucia

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  10. Nome*
    20 Luglio 2015 alle 12:24 (5 anni fa)

    Sono stipito di aver rivisto il “GRANO DEL MIRACOLO” come lo chiamate voi, io ricordo che mio padre, in sala, vicino alla foto del suo papa’, aveva alcune spighe di grano, senza ariste, che lui chiamava “GRANO DEL GRAPPOLO”, abbiamo provato a seminarlo, pero’ non è nato nulla, probabilmente era troppi anni che era li appeso e non è più germinato, ricordo che era simile al “G.D.M.”, l’unica differenza non aveva le ariste, sono curioso di sapere se esiste ancora? Lascio Email di mia figlia, sentiamoci.

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