Salame al cioccolato con castagne, gianduia e noci

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Martina si è fissata con il salame di cioccolato, per una settimana intera mi ha chiesto incessantemente di farlo, un tormento, tutti i giorni, più volte al giorno.
E’ arrivata a scrivermi addirittura messaggi su whatsup da scuola.
Non è più una bambina, adesso ha quindici anni, ma la sua mente è assediata da pensieri insistenti che le generano ansia e senso di colpa.

Non so perchè  proprio stamattina ho voglia di raccontarvi la mia difficile vita di mamma di due ragazze che da quando avevano pochi anni di vita hanno manifestato un disturbo ossessivo, una storia che pochi conoscono, anche tra le persone che frequento, perchè all’esterno passa inosservata, fatta eccezione per i compagni di scuola e gli insegnanti, e si consuma soprattutto tra le mura domestiche.

Sarà perchè, raccontandolo, credo di poter trovare comprensione, so di non essere l’unica.

Oppure ho solo bisogno di sfogarmi perchè in questo periodo sono davvero stanca, non ho un compagno che mi sia a fianco per affrontare tutto e ho problemi di salute che mi hanno costretto a rinunciare allo sport, in particolare alla bicicletta che era il mio ossigeno, la mia valvola di sfogo.

Io credo che quando una mamma mette al mondo un figlio riceva in dotazione una determinata quantità di pazienza, quella necessaria per andare avanti un po’ di anni, finchè il bambino è piccolo e ne serve tanta. Poi a poco a poco si esaurisce.
Che succede se il bisogno di attenzioni è tanto e continuo per un tempo indefinito?
Che ci si sente assillati, si diventa insofferenti, e quando non si sta bene ancora di più.

Come descrivervi anche solo il cerimoniale della sera, al momento di andare a letto, che ho dovuto rigorosamente rispettare per anni, la richiesta di frasi particolari, botta e risposta, che dovevano essere ripetute sempre uguali e con la stessa sequenza, altrimenti si doveva ricominciare da capo, oppure il punto esatto equidistante da orecchio e bocca dove dare il numero prestabilito di bacini, per non parlare della richiesta di rassicurazioni varie che potevano durare parecchio tempo.

Le cose adesso sono leggermente cambiate, ma solo in relazione all’età, all’occorrenza per certi aspetti pure più difficili perchè stanno attraversando il periodo dell’adolescenza, un momento delicato.
C’è il bisogno di trovare una propria identità, è necessario affrontare una serie di cambiamenti fisici, psicologici, emotivi e sociali  e, nel confronto con i coetanei, emerge la paura di non essere adeguati, non conformi, in una società che li vuole tutti omologati perfino nell’abbigliamento per non essere definiti “sfigati”.
Quindi nei confronti della famiglia, che poi sarei io, un nucleo protetto dove c’è sempre e comunque accettazione, assisto a due atteggiamenti contrastanti che oscillano tra il desiderio di autonomia e il bisogno di dipendenza che scatena la rabbia.

E’ molto difficile capire come si possa avere nella testa la presenza di pensieri ossessivi, a volte davvero assurdi, che compromettono la qualità della vita, perchè letteralmente assediano la mente e la assorbono totalmente, interferendo nell’ambito scolastico, affettivo e sociale.
Io posso solo immaginarlo, ne percepisco l’ansia e la preoccupazione che generano, il senso di colpa, le compulsioni, i comportamenti ripetitivi, atti a ridurre il disagio.
Io posso solo assistere impotente all’eccessivo bisogno di pulizia che si manifesta nel lavarsi frequentemente e in maniera prolungata le mani oppure, dopo il ritorno da scuola, il bisogno impellente di separare tutto ciò che è stato a contatto con l’esterno dal resto dell’ambiente.
Io posso solo ascoltare, perchè parlarne le aiuta ad alleggerirsi, paure assurde, inimmaginabili, perchè nonostante con l’età abbia fatto il suo esordio il pensiero formale che comporta la presenza della logica e delle leggi di causa effetto che limitano la fantasia e che fa sì che i pensieri vengano riconosciuti come tali, le paure restano.

In ogni caso alla fine ho fatto questo benedetto salame e ho posto fine al tormento.

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Mi sono presa almeno qualche licenza poetica, prendendo ispirazione da una ricetta trovata in rete e ho ideato una fascetta per confezionarlo in caso voleste farne un regalo.

 

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Salame al cioccolato con castagne, gianduia e noci

Per 5 salami da 150 g

Ingredienti

  • 300 g di castagne private di buccia e pellicina
  • 150 g di cioccolato fondente
  • 3 cucchiai di Crema al gianduia
  • 15 g di cacao amaro
  • 70 g di zucchero
  • 70 g di crema gianduia
  • 150 g di biscotti
  • 60 g di noci sgusciate
  • 20 g di brandy
  • 40 g di burro

Istruzioni

  1. Incidete la buccia di circa 500 g di castagne e mettetele in pentola a pressione coperte di acqua. Mettete sul fuoco, chiudete il coperchio e, al fischio, abbassate la fiamma e continuate la cottura per 8-10 minuti. Eliminate buccia e pellicina.
  2. Trovo questo sistema piuttosto veloce, perchè vengono via abbastanza facilmente entrambe.
  3. Rimettete le castagne sul fuoco appena coperte da metà acqua e metà latte con un pizzico di sale.
  4. Cuocete fino ad assorbimento del liquido e passate ancora calde al setaccio per ottenere una purea.
  5. Sciogliete il cioccolato a bagnomaria con la crema gianduia, lo zucchero e il burro.
  6. Aggiungete alla crema di castagne prima il cacao, poi il composto di cioccoalto tiepido e il rum.
  7. Aggiungete i biscotti sbriciolati grossolanamente e le noci intere.
  8. Dividete l'impasto in porzioni da 150 g e formate dei salami, avvolgete nella pellicola e mettete in frigorifero per alcune ore, fino a che saranno ben sodi.
  9. Legate con spago da cucina e spolverizzate con amido per dare un aspetto simile al salame vero (lo zucchero a velo è più piacevole al palato ma si assorbe quasi subito).
http://www.valentinavenuti.it/2016/11/salame-al-cioccolato-con-castagne-gianduia-e-noci/
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Illustration from chuckgroenink.tumblr.com

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Ci sono 8 commenti su Salame al cioccolato con castagne, gianduia e noci

  1. Giulietta
    17 novembre 2016 alle 6:00 (7 mesi fa)

    Cara Vale, ti penso e ti sono vicina, per quel che mi è possibile.
    Mi spiace anche che tu ti sia trovata costretta ad abbandonare la bicicletta con la quale, se ben ricordo, ti sei cimentata sino a poche settimane fa.
    Però, davvero, puoi essere fiera di te stessa, della tua pazienza e della tua forza nell’affrontare la vita, cose che ti consentono di sfoderare il tuo bellissimo sorriso e di amare le tue figlie.
    Infine credo tu sappia che, nonostante tutto, quando scrivi e cucini, ancora una volta la tua dolce fermezza traspare, manifestando al mondo il tuo amore per quanto ti circonda e per tutto quello che, giorno per giorno, hai costruito e costruisci. Un bacio

    Rispondi
  2. Gabila
    17 novembre 2016 alle 7:31 (7 mesi fa)

    Valentina…..ho letto d’un fiato perché il senso di angoscia pensavo svanisse al termine del tuo “pensare a voce alta”….beh sono mamma anch’io e forse riesco a comprendere ciò che hai provato a descrivere…ho percepito stanchezza e una sorta di scoraggiamento, magari mi sbaglio è tutto questo mi fa andare via con un po’ di tristezza!!! I momenti difficili ci sono in ogni famiglia ma l’importante è fare in modo che non prendano il sopravvento! Ti abbraccio e buona giornata.

    Rispondi
  3. Sara B
    17 novembre 2016 alle 8:03 (7 mesi fa)

    Non immaginavo… spero che riusciate a trovare l’equilibrio che meritate, magari anche con un aiuto professionale costante che possa alleviare questo peso. Ti abbraccio!

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  4. Morena
    17 novembre 2016 alle 10:32 (7 mesi fa)

    Cara Valentina, per quanto riguarda l’essere mamma non mi pronuncio perché purtroppo la vita non mi ha dato questa possibilità. Se dicessi qualcosa giustamente mi verrebbe detto “che ne sai, tu non hai figli”. A modo mio vivo il non essere mamma piuttosto che esserlo, come un disagio.
    Invece per quanto riguarda la salute voglio abbracciarti forte e diri di pensare positivo anche se non é mai così facile. Ora vedi tutto nero, ma affrontando una cosa alla volta si risolverà tutto e tornerai a pedalare prima di quello che pensi. Non appendere la bici al chiodo perché ti servirà ancora.
    Un bacio grande ed a prestissimo

    Rispondi
  5. Martina
    17 novembre 2016 alle 17:18 (7 mesi fa)

    Cara Valentina, non sapevo che le tue bellissime figlie fossero affette da questo disturbo e posso solo immaginare quanto sia difficile x una mamma farci i conti, ma credo che le tue figlie non avrebbero potuto trovare una mamma migliore di te. Per quel che ho avuto modo di conoscerti mi hai sempre ispirato una delicatezza e una pace che senza dubbio tranquillizza e protegge. Ci sono momenti difficili nella vita ma credo che le persone x bene che possono camminare a testa alta come te avranno sempre la forza di reagire. Ti auguro tanta felicità.

    Meraviglioso il salame e anche la fascetta!

    Rispondi
  6. Vittorio
    17 novembre 2016 alle 23:04 (7 mesi fa)

    Ciao Valentina, devi avere una grandissima forza, che solo una madre puo’ avere.

    Per quanto riguarda il salame, sono molto contento che la mia ricetta ti sia piaciuta!
    Complimenti per l’esecuzione, carinissima la fascetta :D :D

    Un abbraccio
    Vittorio

    Rispondi
  7. ipasticciditerry
    19 novembre 2016 alle 14:15 (7 mesi fa)

    Ti avevo letta l’altro giorno ma da cellulare faccio fatica a rispondere e quindi oggi eccomi qui; cara Vale, per quel poco che ti conosco credo tu sia una mamma attenta e molto presente e questo non può che fare bene alle ragazze. Mi spiace, non sapevo di questo loro problema ma so cosa significa crescere un figlio da sola. Sai che è quello che ho fatto anche io, tu ne hai due, figuriamoci. Ti voglio solo dire che se solo somigliano a te di carattere, presto supereranno questo problema. Ti sono vicina, lo sai e hai fatto bene a sfogarti un pò. Tenere tutto dentro non fa mai bene. Per quello che riguarda questo salame al cioccolato, mi hai ispirato … infatti ieri ne ho fatto uno simile, non proprio uguale ma simile. Appena lo pubblico, ti taggo. Intanto ti mando un abbraccio enorme, buona giornata.

    Rispondi
  8. Flaminia
    30 novembre 2016 alle 0:46 (7 mesi fa)

    Cara Valentina il nostro incontro è stato breve ma in quella notte di chiacchiere mi hai aperto tanto del tuo cuore e l’amore per le tue ragazze è emerso in ogni tua parola. Ti ho ammirato tanto per tutto quello che hai fatto per loro. Un grande abbraccio spero che questo momento di sconforto sia già passato e che tu possa presto tornare a correre! E mi raccomando fammi sapere quando vieni a Roma.

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