La Mangialonga 2016 a Levanto

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Resta da decidere se si cammina mangiando o se si mangia camminando, quello che è certo, la Mangialonga a Levanto è una manifestazione enogastronomica che gode di grande attesa, ma anche quella dove i protagonisti sono la tradizione e gli abitanti, quella maggiormente legata al territorio ed ai suoi prodotti, che si scoprono andando a piedi e soffermandosi in ogni borgo tipico.

Se vi dovessi dire chi ha inventato questa epicurea maratona domenicale non saprei.

Però, in vista della prova costume, contrariamente alla tradizione che prevede il percorso dalla macchina al ristorante e ritorno, magari con una piccola passeggiatina postprandiale – tacchi permettendo – un’abbuffata pantagruelica dove, abiti comodi e scarpe da ginnastica, ci si dedica anche ad una vera e propria camminata, di sicuro mette a tacere i sensi di colpa.

Vi posso dire che a Levanto quest’anno contavano l’edizione numero 21, che il il percorso si snodava per circa 15 chilometri nell’entroterra attraverso i borghi dove tavole imbandite e musica dal vivo accoglievano i 1200 partecipanti, che potevano visitare antichi mulini, frantoi cantine private aperte al pubblico solo per l’occasione.

Ve lo dico, ma io domenica non c’ero. Purtroppo.

Ma non per questo ho rinunciato a partecipare ad un evento fissato per il sabato pomeriggio a cui mi ha invitato Silvia, albergatrice con una grande passione per i viaggi, di cui parla nel suo blog Silvia’s Trips, un bel sorriso aperto ad accogliermi.

L’evento consisteva in un cooking show che quest’anno ha visto la sua prima edizione-prova, dove sotto gli occhi attenti della signora Carla, novantenne ma ancora nel pieno delle sue energie e della sua attitudine al comando, abbiamo spiegato come realizzare alcune delle ricette che sarebbero state servite il giorno dopo.

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Presente all’evento anche Roberto Panizza, grande organizzatore del Campionato di Pesto a Mortaio di Genova, manifestazione che ogni due anni vede sfidarsi nelle sale di Palazzo Ducale a Genova concorrenti provenienti da ogni parte del mondo e di ogni età, maestro di solito, ma in questa occasione semplice “alunno”, pure un poco intimorito dal piglio della maestra :)

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Pierluigi, Natalia e Damiano, di cui non ho le foto purtroppo, e Silvia del blog Moglie da una vita, sfoglina verace di Romagna, una piacevolissima scoperta per me, per adesso solo amicizie in comuni, ma credo che non ci fermeremo qui…

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Qui sotto vedete la frittura dei Gattafin, una specialità di Levanto, grossi ravioli di pasta matta ripieni di erbe selvatiche, formaggio, uova ed erbe aromatiche che vengono poi fritti in olio di oliva. Questo piatto un tempo era consumato dai lavoratori delle cave di arenaria di Punta Mesco, tra cui la cava della Gatta, da cui probabilmente il nome; erano proprio loro a raccogliere le erbette con cui poi le mogli farcivano questi ravioli.

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Ma ciò che mi ha incuriosito maggiormente sono state i Friscêu de Granun, perchè pur essendo genovese DOC non li conoscevo proprio.

La signora Carla ci ha spiegato che venivano consumati sia sotto forma di frittelle che sotto forma di focaccette, Fugassette de Granun, cotte nei testi di terracotta scaldati nella stufa o nel camino e poi impilati.

Io ho provato a rifarle a casa, per potervi dare delle dosi precise, perchè prova a chiedere ad una “nonna” quanti grammi? E lei ti risponderà – un po’, una manciata, ad occhio… a’bretju, diciamo a Genova, e per noi è quasi un’unità di misura.

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Friscêu de Granun

Friscêu de Granun

Ingredienti

  • 250 g di farina di mais bramata
  • 1 cucchiaio raso di farina di grano tenero
  • 500 g di acqua tiepida
  • 1 cucchiaino di sale
  • 1 mazzo di cipollotti freschi
  • Olio extravergine d'oliva per friggere

Preparazione

  1. Mescola le farine con il sale e l'acqua in una ciotola e lascia riposare almeno un paio d'ore.
  2. Monda ed affetta fini i cipollotti e se vuoi addolcire il loro sapore forte mettili per 20/30 minuti in acqua salata, poi strizzali bene ed aggiungili all'impasto.
  3. Scalda un dito d'olio in una padella e versa a cucchiaiate il composto.
  4. Fai dorare da entrambe le parti e scola su carta da cucina.
  5. Servi calde.
http://www.valentinavenuti.it/2016/05/la-mangialonga-2016-a-levanto/

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